SCOPRI MONTE VIBIANO VECCHIO & VILLA CESARI TIBERI

Villa per eventi, matrimoni, convegni, rinfreschi, catering...

LA STORIA


Villa Cesari Tiberi fu costruita a Monte Vibiano Vecchio sul finire del 1800. La Villa, con gli ampi saloni interni e l’ampio parco esterno è nota, specialmente per la vicinanza alla bellissima chiesa del piccolo borgo e l’incredibile panorama, per prestarsi non solo a soggiorni romantici di charme ma anche a matrimoni, ricevimenti d’elite, eventi culturali ed artistici come da ultimo le mostre “Sculture nel parco” e “Monte Vibiano Scultura” tutt’ora in corso fino al 30 settembre 2011 patrocinate dal Comune di Marsciano che hanno reso il pittoresco giardino, luogo ideale per sfondi di meravigliose fotografie, un noto museo all’aperto.
La Villa è a tre piani abbellita da un belvedere, al primo ed all’ultimo due saloni ideali per piccoli ricevimenti. Attorno alla Villa un grande e meraviglioso parco-giardino all’italiana dalle cui terrazze si gode un panorama a 270 gradi sull’infinito naturale contrassegnato da boschi e campi e sullo sfondo i Monti più lontani: il Monte Terminillo, il Monte Vettore e il Monte Peglia. Sorge tra a 400 metri di altezza a solo a 50 metri dalla chiesa medievale del piccolo borgo edificato sui resti del castello risalente all’anno 1000. Non lontano si raggiungono Perugia, Assisi, Todi e il Trasimeno.

La Villa è famosa per essere stata completamente dipinta nel 1924 da Gerardo Dottori, illustre esponente del Futurismo.

In memoria di Vincenzo Tiberi 1855 -1932 Poeta dei suoi campi che più di ogni altro amò Monte Vibiano

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Storia Civile

MONTE VIBIANO VECCHIO E MONTE VIBIANO NUOVO O SIA MERCATELLO.

Castello circa dodici miglia distante da Perugia, tra ponente e mezzogiorno, sul confine del perugino e dell’orvietano.

Secondo i favolosi racconti dell’Inghirami, fin da’ più antichi tempi Etruschi, fra i luoghi posseduti dai Perugini, veniva chiamato Ubianum E però molto più probabile che il Castello di cui parliamo, sia così detto da Vibi, famiglia antichissima Perugina, e fosse da quel Caio Vibio Velduniano, di cui si ha in Perugia una bella Iscrizione antica. Spesso fu egli chiamato Monte Ubiano nelle scritture di Perugia; la qual maniera più si accosta all’antichissima degli Etruschi, presso i quali la gente Vibia si chiamò Vubia. Parlò di questo Castello Matteo Spinelli in un Epigramma, in cui dopo aver descritto il Castello della Spina soggiunge:

Mons Vibius contra sublimis cernitur illi,
Quos Nestor placidis dissecat amnis aquis;
Oppidulum Vibius Romana missus ab Urbe
Hic posuit: fertur Mons Vibianus adhuc.
Hactenus est celebris Domus hoc nomine dicta,
Quam Balioncellam Gens Perusina vocat.

1311 – Fu conceduto da’ nostri Magistrati agli abitanti di detto Castello il mercato in alcuni giorni prefissi.

1312 – L’esercito imperiale avendo devastato tutte le vicine Castella, mise fuoco a Montebiano, ma questo fu salvato dall’incendio per opera di alcuni Nobili Perugini che seguivano il Campo, i quali furono forse i Vibi, signori antichi di quel luogo. Perché i popoli attendessero a risarcirlo interamente, nel 1313 furono dispensati dall’andare nell’esercito, che si preparava contro i Todini.

1361 – Vi si rifugiarono alcuni Nobili Fuorusciti congiurati contro i Raspanti, e si tolse dall’obbedienza di Perugia, ma con poca fortuna mentre poco dopo fu da’ Perugini preso e bruciato. I Nobili Fuorusciti sotto la scorta de’ Capitani del Papa, dopo aver combattuto quattro ore Montebiano, lo presero. Biordo Michelotti poco dopo lo fe’ tornare all’obbedienza di Perugia. Allora la Città ordinò che esso fosse fino ai fondamenti scaricato e talmente rovinato che si togliesse affatto quel nido dalle mani di quei Nobili che avevano i Beni loro in quel distretto: e che a’ Massari di esso si consegnasse un altro luogo nel distretto di esso Montebiano per edificarvi un altro Castello il quale poi fecero nel luogo detto Mercato delle Tavernelle, ed ebbero l’esenzione da tutte le gravezze e di tutto il debito che quella Comunità aveva colla Città e le si concesse il luogo delle Tavernelle colla Gabella del Mercato per due anni, e fu nominato Montebiano nuovo. Oggi chiamasi Mercatello e col nome di Mercatello di Monteubiano si trova in un Breve di Alessandro VI del di 10 Luglio 1497, in cui esenta l’Osteria o Casa (Hospitium) del detto luogo spettante a Baglione di Montevibiano da qualunque Gabella imposta o da imporsi, che non possa passare l’annua somma di dodici Ducati d’oro durante la vita di detto Baglione, che fu celebre legista, Avvocato Concistoriale.

1396 – Essendosi vietato di fabbricar Castelli senza licenza del Magistrato, si ordinò che in questo decreto non fosse compreso Montebiano nuovo, che attualmente si fabbricava.

1416 – Essendo stato da Braccio occupato il Castello della Spina, subito a lui si diede Montebiano, S. Apollinare, S. Biagio ed altri Castelli di quel contorno.

1494 – Trovandosi Carlo Re di Francia in Italia, alcune Compagnie di Cavalli e Fanti Francesi essendosi portate in Mercatello di Montebiano, fu tanto il coraggio di Astorre e Gio: Paolo Baglioni, che uniti alcuni cittadini Perugini ed altri delle Terre loro, s’erano avviati per assalire in detto luogo i Francesi. Ma i padri loro per età e per esperienza più circospetti ed accorti spedirono loro molti messi, ordinandogli espressamente di ritornarsene indietro, come eseguirono.

1514 – Circa il mese di settembre fu ucciso in questo luogo messer Girolamo di messer Baglione Vibi. da Golino d’Orlandino della medesima famiglia e suo fratello cugino, per alcune antiche inimicizie che fra loro erano state, e da una parte e dall’altra molti seguaci avevano, ed essendo durata detta inimicizia molti anni, vi furono in più volte e da una parte e dall’altra uccise più di sessanta persone.

1534 – I dieci dell’Arbitrio eletti sul finire di quest’anno a’ quali per Aggiunti e Sopranumerari furono dati Ridolfo, Gio: Paolo e Galeazzo Baglioni, vollero che il Castello di Monte Vibiano formalmente si obbligasse di obbedire ai comandi de’ Magistrati e di non ricevere entro alle sue mura Genti nemiche a Perugia, con dichiarazione però che con tal cautela non intendevano di far verun pregiudizio né alla Santa Sede, né al Pontefice.

1537 – Avendo l’ultimo Magistrato di quest’anno tolti tutti i Mercati che giornalmente si facevano pel Contado con sommo pregiudizio della Città, eccettuò dalla legge quelli di Montebiano, quali permise che si continuassero.

1556 – Avendo la Comunità di Montevibiano nuovo, o sia Mercatello, fatti alcuni particolari statuti, ne chiese e ne ottenne la conferma dal Magistrato di Perugia il dì 2 febbraio. Nel sito dell’antico Castello di Monte Vibiano rimangono in oggi le case de’ Marchesi Rossi Leoni, e quelle della Nobil Famiglia della Penna rimasta erede della Famiglia de’ Vibi, ossia de’ Monte Vibiani. Colla morte del Marchese Gaspare Rossi Leoni, seguita nel dì 10 Aprile 1794, con cui si estinse la sua Famiglia, il titolo di Marchese di Monte Vibiano Vecchio fu trasferito nel Conte Giulio Cesarei, adottato e arrogato in figlio dal suddetto Marchese Gaspare, per gli atti di Lorenzo Parigioli Notaro Perugino, sotto il dì 7 del suddetto Mese ed Anno.

Storia ecclesiastica

La Chiesa Parrocchiale di Monte Vibiano Vecchio dedicata alla Vergine Assunta, è compresa dentro al Castello non lungi dal Palazzo de’ Marchesi Rossi Leoni, Signori di detto Castello, ed è soggetta al Monastero di S. Pietro di Perugia fin da’ più antichi tempi, benché di tal dipendenza non si abbia memoria prima del 1331. Nel seguente secolo e precisamente nel 1436 Eugenio IV con sua Bolla stabilmente ne confermò la unione al detto Monastero. Paga questa Chiesa l’Annuo Canone di una libbra di cera per le vesti de’ Monaci di detto Monastero.

Ne’ limiti di questa Parrocchia era anticamente una Chiesa chiamata S. Maria de’ Rancorandoli, o de Incuranda, la quale era parimenti soggetta al Monastero di S. Pietro di Perugia fin dal 1491, in cui Innocenzo VIII ne uni le rendite alla Chiesa Parrocchiale di Monte Vibiano. Rimase essa dipendente da detto Monastero fino al 1642, nel qual anno si trova che era polluta e profanata, e che però se ne stabili la nuova benedizione. Essendo stata però nuovamente visitata dall’Abbate di S. Pietro, fu trovata quasi affatto demolita, e non ne rimangono ora che scarse e informi vestigia.

Nel 1463 la Comunità di Monte Vibiano era solita radunarsi per trattare de’ pubblici affari in Cappella S. Mariae sila prope portam dicti Castri.

Nelle pertinenze di Montevibiano Nuovo è una piccola Chiesa dedicata a S. Marta. Fu questa una delle più antiche Chiese annesse al Monastero di S. Pietro di Perugia, mentre è espressamente nominata nella Bolla di Benedetto VII data nel Decembre dell’ Anno 978, e diretta: « Petro, Venerabili Abbati Monasterii Beati Petri Apostolorum Principis », che era S. Pietro Vincioli, fondatore del Monastero medesimo. Fu già di libera collazione dell’Abate di S. Pietro, e nel libro de’ Canoni si trova che corrispondeva al detto Monastero annualmente una corba di grano, o siano quattro Mine dell’odierna misura. Nell’anno 1387 questo Canone fu moderato, e venne ridotto ad una sola mina di grano l’anno, da pagarsi per le vesti de’ Monaci, e questa riduzione fu convalidata ed approvata da Eugenio IV nel 1445.

Nel 1763 i Reverendi Monaci Visitatori trovarono questa Chiesa affatto profanata e vicina a rovinare per incuria di Antonio di Ventura Bilancino da Mercatello, Affittuario de’ Beni alla medesima annessi, e col più fervido zelo ne ordinarono l’opportuno riparo che fu poi esattamente eseguito.

La Parrocchiale di Monte Vibiano nuovo col titolo di S. Michele Arcangelo e membro della Cattedrale di S. Lorenzo, alla quale appartiene la nomina del Parroco amovibile ad nutum, come altresì appartiene alla medesima la Chiesa col titolo di S. Anna, una volta della Famiglia de’ Vibi. La suddetta Chiesa di S. Michele Arcanngelo nel 1374 si trova che era unita a S. Maria di Cerqueto, mentre fra i Canonici Estrinseci del nostro Duomo radunati in Capitolo il dì primo Luglio di detto Anno si vede nominato; Dnus Gianoctus Festi Prior Ecclesiae S. Mariae de Cerqueto, et Plebanus Plebis S. Angeli de Monte Ubiano simul unitarum. Nel 1536 era Rettore della Pieve e Commendatore di S. Angelo de Monte Vibiano M. Trojolo di M. Euliste Baglioni Ne’ limiti di questa medesima Parrocchia resta l’altra Chiesa col titolo della Madonna del Piano. In questa Chiesa di S. Maria del Piano fu ordinata una Cappella perpetua da donna Agnese di Luca di detto luogo, vedova di Francesco Neri Perugino con suo testamento del dì 12 Novembre 1620 per rogito Gio; Bernardino di Giuseppe Costantini, Notaro di Corciano.

Nell’anno poi 1621 fu finalmente eretta e dotata questa Cappella da Lorenzo di Francesco Mazzetti da Montevibiano, parente della suddetta Agnese, riserbandone il Giuspatronato alla Famiglia Mazzetti che ne presentò il Cappellano anche nel 1684. Nel 1790 ne spettava la nomina ai Fratelli Vincenzio e Giolivo Censotti di Castiglione del Lago, e a Giuseppe Sesti di Cerqueto, e l’ultimo Cappellano da questi nominato fu il sacerdote Raffaele Cerboni, che morì fucilato in Perugia nel mese di Aprile 1798, come complice nella insurrezione dei villani contro la Repubblica in Castel Rigone.

La Madonna delle Grazie di Monte Vibiano benefizio semplice goduto ora (1793) da Don Francesco Monotti.

Era nel distretto della medesima Curia altra Chiesa detta la Madonna delle Piaggie la quale nel 1626 fu istituita Erede da D. Camillo di Filippo Penneschi da Monte Vibiano, ordinando in essa una Cappellania perpetua da nominarsi da: Santesi della Comunità e dalla Famiglia de’ Vibi con obbligo di tre Messe la Settimana, come da suo Testamento del dì 14 ottobre 1626.

S. Andrea Cappella dentro le Case de’ Vibi, nel castello di Montevibiano nuovo. Fin dal 1565 a petizione di Orlandino Vibi il Vecchio, fu permesso che vi si celebrasse la Messa una volta il Mese e in tempo di necessità. Nel 1622, 16 Decembre, fu dotata da D. Bernardino Arni per rogito di Marco Torelli fol. 417, e si trova qui conferita dal Vescovo a nomina de’ Vibi. Ne è presentemente (1793) Rettore il Canonico Giacomo della Penna. Nel detto Anno 1793 per morte del Canonico della Penna fu conferita a D. Francesco Natali abitante in Perugia.

Poco lontano da Monte Vibiano Vecchio è il Castello di Monte Vergnano, anticamente detto Monte Volusiano o piuttosto Verduniano, spettante già alla famiglia Vibi, di cui dovrà qui trattarsi, prendendo ciò che se ne dice nelle memorie Auguste pag. 9 e in altra Carta negli Advesaria MurelIiana.

In questi Contorni corre voce che in Monte Vergnano fosse una Fortezza di cui ora resta quel Torrione che mostra ancora qualche magnificenza nelle sue ruine, e si dice da que’ Popoli che in quel dintorno fosse una Città chiamata Falleri, o Faleria, e che il vicino Castello, detto ora Cibottola, si chiamasse Follerone, come ritiro de’ Coloni, e che spianata poi la Città e il Castello, la Famiglia Vibi restaurasse questo e lo chiamasse Cibonia, convertita poi dal volgo in Cibottola.

Era ancora in Monte Vibiano un Ospedale col titolo di S. Marta del Mercato, e costituiva un Beneficio semplice le cui collazioni dal 1540 fino al 1624 sono riferite dal Riccardi. Dal 1573 fino al 1597 godette questo Beneficio D. Domenico Castellucci, che poi fu Parroco di S. Donato di Perugia.

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Famiglia dei Vibi

Questa nobile famiglia pure viene numerata tra le consorti suddette; per vedersi questa portare il cognome de’ Passenni, come pure riferisce il P. Ciatti, anzi di più afferma essere proprio de’ Vibi il cognominarsi de’ Passenni, che essendo Proconsolo nell’Africa, procurò, che Celso si chiamasse L’Imperatore contro Gallieno. Come ancora si vede per molti marmi avere gotuto in Assisi i primi Magistrati, e nella Repubblica Romana sotto gli antichi Imperatori le prime dignità, come del 711, di Roma si vede console C. Vibio soprannominato Pansa della qual discendenza fu quel Vibio fondatore e restauratore dell’antichissima Città di Perugia dove poi si ricoverò questa nobilissima famiglia, che sino ai tempi nostri si crede vivere, benché sia difficile il provarlo con le scritture e però non posso e né devo affermarlo. Fu il favorito dell’Imperatore Domiziano Vibio Crispo; e del 133 di Cristo fu Console di Roma C. Vibio Ivvenzio in compagnia di C. Giulio Servili. Il P. Ciatti per essere questa famiglia Perugina si dilata in dimostrare le sue grandezze, facendo memoria di C. Vibio Probo come anche di C. Vibio figliuolo di C. Ruffino tutti Consoli Romani, si commenda pure Vibio Treboniano Gallo perché volendo L’Imperatore Decio andare di persona contro i Gotti elesse per Capitano generale il sopradetto Vibio valoroso in arma e di grande fede e affrontati gli eserciti Romani, e Gotto di là dal Danubio, e venuti a battaglia un certo Bruto Cipirano di Decio, tradì L’Imperatore, per rilevare i segreti agl’inimici

Da Istorie Genial. Fam. Toscane/Umbre Vol. I Indagine Storico Araldica.

Responsabili Villa Cesari Tiberi Eventi

Personale

Gianmarco Cesari

Gianmarco Cesari

Proprietario

Socio Associazione Dimore Storiche Italiane
Socio Lions Club Marsciano
Socio Fondo Ambiente Italiano

Gemma Macrì

Gemma Macrì

Gestrice

Socia Italia Nostra